
Perché sottoponiamo le lampade da bagno a dei test di resistenza alla umidità
Siate onesti: i bagni rappresentano un vero incubo per gli elettrodomestici. Ci sono vapore abbondante, spruzzi d’acqua da ogni parte, e le temperature possono cambiare drasticamente in pochi minuti. Se il componente termico utilizzato non è progettato per affrontare tutto questo caos, i sigilli presenti sul dispositivo si deteriorano. L’umidità entra all’interno del dispositivo, raggiunge i terminali elettrici… e boom: il dispositivo smette di funzionare. Ecco perché non ci fidiamo soltanto delle specifiche tecniche: sottoponiamo ogni prodotto a dei test di resistenza alla umidità e al calore.
I problemi legati ai sigilli “impermeabili”
Sul contenitore del prodotto troverete una classificazione IP65, che indica che il dispositivo è in grado di resistere alla polvere e agli spruzzi d’acqua. Ma c’è un problema: un sigillo che funziona al primo utilizzo potrebbe non funzionare dopo 180 giorni. Il continuo riscaldamento e raffreddamento fa sì che i materiali si dilatino e si restringano. Utilizziamo delle camere speciali per simulare anni di esposizione al vapore, al fine di verificare se il sigillo riesce a trattenere l’umidità. Se l’isolamento è insufficiente, il dispositivo smette di funzionare. È semplice, no?
L’effetto “respirazione”
Le lampade a infrarossi diventano estremamente calde. Quando queste lampade vengono inserite in un guscio impermeabile, si crea una differenza di pressione. Quando l’aria all’interno si riscalda, esce fuori; quando si raffredda, invece, aspira aria all’interno. In pratica, la lampada “respira”. Se i sigilli non sono perfetti, la lampada assorbe l’umidità presente nell’ambiente e la trasferisce direttamente sui filamenti e sui connettori. Effettuiamo dei test per assicurarci che il guscio non si rompa o perda aria sotto tale pressione.
Trovare il giusto equilibrio
Sembra una contraddizione, vero? Si vuole un sigillo il più stretto possibile per evitare che entri l’acqua, ma se lo si rende troppo stretto, si tratta il calore all’interno del dispositivo. Se il calore non può andarsene da nessuna parte, i terminali elettrici possono bruciarsi. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra lo spessore del sigillo e la quantità di aria che può passare attraverso di esso, in modo che la lampada non danneggi i propri componenti elettrici. Il risultato è un prodotto che funziona correttamente. Assicuratevi che il supporto di montaggio sia ben allineato durante l’installazione: non vogliamo infatti che venga applicata una pressione eccessiva sui sigilli.